prose e racconti

Precipitò nel mare cavallo e cavaliere

Maxim Osipov
Precipitò nel mare cavallo e cavaliere

Racconti

 

La prosa di Maxim Osipov mi piace. Ho cominciato a rileggere i suoi racconti e la prima cosa che mi è venuta in mente è che oggi la sua prosa è come una diagnosi. Una diagnosi precisa e spietata della vita russa. Nonostante che l’autore sia innamorato della semplice esistenza umana, contro quella si ribella perché non corrisponde alle sue aspettative.
È il dramma di quanti provengono dal mondo della cultura. Dai libri. La cultura ci mantiene accuratamente schermati dalla realtà, anche se in questo caso non ottiene il suo scopo perché lo scrittore dispone di una duplice prospettiva: la prima è quella della sua professione di cardiologo, che è strettamente legata alla condizione temporanea dell’essere umano, che altro non è se non il tempo; la seconda è quella di una città di provincia dove alla cultura non riesce così facilmente d’ingannarti o di mascherare la realtà con idee di moda e superstizioni, come il nuovo concetto di “mondo russo”, per esempio. In provincia tutto è in vista e mostrato con più sincerità, sia la natura umana sia ciò che avviene dall’altro lato della finestra.
L’autore si rivolge ai suoi personaggi come se fossero i suoi pazienti, chiede loro dov’è che fa male... e, in ultima analisi, chiede loro come gli fa male l’anima. L’anima russa, un altro mito. Sappiamo che l’anima è lì, la questione è un’altra: l’uomo esiste o no? Come Dostoevskij scrisse nel suo diario: “Quanto c’è di uomo nell’uomo?”.

Svetlana Alexievich, Nobel 2015 per la letteratura

Pagine: 162 | ISBN: 9788866830573 | ISBN-A: | Prezzo: € 12,00  Acquista

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