Rondine dove hai preso il tuo grido

Juhan Liiv
Rondine, dove hai preso il tuo grido?

traduzione e cura di Jüri Talvet e Piera Mattei

La candida follia del grande lirico estone nel quadro della cultura e della storia del suo paese, a cavallo tra il XIX e il XX secolo.

 

Quando Liiv nasce, da contadini poveri, nel 1864 nel piccolo villaggio di Riidma, nella proprietà Alatskivi, presso Tartu, il territorio estone è parte del governatorato russo di Livonia, in un contesto culturale generale di rinascita, ma ancora sotto l’influenza tedesca. Non meraviglia quindi che il poeta amato da Liiv fosse il poeta tedesco Heine.
Tuttavia la poesia di Liiv non è poesia colta, perché egli studiò poco, in maniera saltuaria e presto pensò di guadagnarsi la vita come scrittore. In effetti, nel 1892, un suo primo racconto, "Vari" (L’ombra), che contiene appunto una risentita protesta contro l’egemonia tedesca, incontrò una certa fortuna. Purtroppo tuttavia, l’anno seguente, a Liiv fu diagnosticata una malattia mentale, che si manifestava con crisi persecutorie, allucinazioni.
[...]
Dopo la diagnosi della sua malattia Liiv tornò quindi ad aiutare la famiglia nel lavoro dei campi, ma scrisse durante questo periodo le poesie più belle. Dal 1904 per l’interesse di alcuni membri del movimento "Noor Eesti" (Giovane Estonia) cominciò ad accendersi l’attenzione intorno alla sua figura e alla sua opera. I poeti della "Giovane Estonia" pubblicarono nel 1910 una raccolta di 45 liriche, che tuttavia lasciò scontento l’autore.
Infine la vita di Liiv si concluse con una tragedia della solitudine, che in qualche modo ricorda la fine del grande Lev Tolstoi. La ferrovia, il treno è lo scenario, ancora assai moderno, di questo ultimo atto. Trovato sul treno senza titolo di viaggio, in pieno inverno, Liiv fu obbligato a scendere. Nel clima gelido a piedi s’incamminò verso la sua casa, e morì per le conseguenze di quella triste avventura.

Piera Mattei dall'Introduzione
Õrn talveõhtu hämar
kui siidiriidessa;
täht vilksatab kord udus,
siis uinub tema ka.
Veel tuksatab kord süda,
jääb rahul’ tema ka:
ta ennast ühendanud
on talveõhtuga.
   Tenera sera invernale, scura,
vestita di seta,
nella bruma risplende una stella
poi si addormenta.
Ancora batte il cuore,
poi anche lui resta in pace:
si è unito
alla sera invernale.

Pagine: 72 | ISBN: 9788866830429 | ISBN-A: | Prezzo: € 10,00  Acquista

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Õpetajate Leht - 13 Novembre 2015